gennaio 27, 2012
#39 la parola “qualcosa”
Qualcosa del genere mi era successa solo un paio di anni fa. Nella mia monotonia mi ero dimenticata di cosa significasse. E’ che la routine è bella proprio perché ti fa meravigliare delle cose insignificanti. Uno molto più saggio di me disse che il Re d’Inghilterra non avrebbe potuto sognare altro se non quello che già era diventato. Che vita triste quella senza ricerca. Ma che vita difficile quella con. E’ che le situazioni ti si ripropongono nella vita con quella dannata faccia tosta di spacciarsi per novità. A quel punto, non puoi fare altro che seguire il copione. E, per tua natura, cercherai di cambiarlo, rendendo il tutto migliore o peggiore, in base a uno strano processo di azione e reazione, che, alla faccia delle leggi fisiche, non risponderà mai allo stesso modo. Lasciate ogni piano, oh voi ch’entrate. Progettare è tempo perso. E’ sogno fugace. Tanto la sveglia suona comunque, che tu l’abbia realizzato o meno, non importa. La forza della gente, perciò, non sta in quella del sogno, quanto in quella del riuscire, poi, a dormire di nuovo. Consapevoli del risveglio.

