Stand by...

#67 la parola “tempo”

Tempo due ore e dovrò consegnare. L’orologio segna quasi le cinque, ma è fermo da mesi. Alzo lo sguardo alla finestra, poi di nuovo verso la parete. Sempre le cinque. Ho davanti questo foglio bianco da riempire di parole e riesco a pensare soltanto ai pistilli di fiori che mi hai regalato quella notte. C’era un caldo da sudare il sudabile quando t’ho raccattato dalla strada. Le scarpe rotte e quello zaino pieno di carote crude e scatolette di tonno. Mi hai detto ho solo questi da regalarti. Li ho presi e sistemati in un vecchio astuccio per gli orecchini. Pistilli gialli e rinsecchiti più preziosi dell’oro. Mi sono innamorata di te quando hai detto il tuo nome. Da allora ti aspetto tutti i giorni. Anche oggi che ho messo le scarpe comode e ho slegato la bici. Ti aspetto di sotto. Mi hai detto che vieni, ma non vieni mai.

Limoni a colazione